Santeramo in Colle
In controtendenza con la media del Sistema Murgiano, le
imprese delle Aree per insediamenti produttivi del comune di Santeramo, secondo
i dati elaborati dal campione, sono costituite principalmente da insediamenti
industriali (70%), dove caratteristica principale è la fabbricazione di
poltrone e divani. Le aziende artigianali passano al secondo posto con una
presenza del 20%, seguiti dal terziario e dal commercio che incidono
rispettivamente per il 5%.
La metà degli insediamenti del campione presentano una dimensione aziendale che
non raggiunge le 10 unità, mentre una quota rilevante di aziende, pari al 45%,
è concentrata nella classe da 10 a 49 addetti. Minima, ma comunque presente, la
quota di aziende che superano i 50 addetti (5%).
L’analisi economica locale verte sulla rilevazione dei fattori fatturato,
occupazione, export ed investimenti.
Nel 2003 l’andamento del fatturato rispetto al 2002 è positivo, in quanto
presenta segno positivo la differenza fra la percentuale delle aziende del
campione che ha registrato una crescita di fatturato (35%) e quella che ha
subito un calo (20%). La previsione per il 2004 non è altrettanto favorevole:
la quota di imprese in crescita subisce una diminuzione di 20 punti
percentuali, registrata esclusivamente dal settore industriale. Risulta,
invece, in ascesa la fetta di aziende che ha registrato un calo nel volume di
affari, che sale al 35%.
Di gran lunga al di sotto della media del sistema si pone l’intenzione di
assumere personale nei prossimi tre anni (per il 20% delle imprese del
campione). Gli operai specializzati costituiscono la porzione di personale
maggiormente richiesto (40%), seguiti, in ugual misura, dagli operai generici e
dagli impiegati (20%). In coda alla lista delle richieste si posizionano i
dirigenti e i consulenti esterni (entrambi per il 10%). Si tratta del dato
maggiore rispetto agli altri comuni del Sistema, dato l’assetto decisamente
industriale di Santeramo in Colle.
Le aziende che hanno investito nell’ultimo triennio sono il 25%. Di esse la
metà si è avvalsa principalmente della legge "488/92" e in minor misura delle
Misure POR (25%). Il 12,5% delle imprese è ricorso alla legge "Sabatini". Per
quanto riguarda la destinazione degli investimenti al primo posto si pone
l’innovazione tecnologica di processo (per il 38,5% delle imprese); seguono
l’ampliamento della capacità produttiva (23%) e l’implementazione di hardware
e software per disegni e progettazione (15,4%).
Per quel che concerne il fattore export il 40% delle imprese del
campione produce al fine di piazzare i propri prodotti sui mercati esteri,
esportando nel 2003 un fatturato del 38%, che salirebbe nel 2004 al 43%. I
mercati di sbocco sono vari e distribuiti a livello mondiale: il 27,6% esporta
nei Paesi UE, mentre il 20,7% si orienta verso l’USA e Canada. Seguono i
mercati dei Paesi europei extra UE (13,8%) e dell’Estremo Oriente (10,3%).
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