Grumo Appula
Le aziende insediate nelle Aree per insediamenti produttivi
di Grumo Appula, secondo i dati elaborati dal campione, sono per la metà a
carattere artigianale, mentre il settore industriale incide per il 35,7%.
Discreta è la presenza del terziario avanzato (il 14,3%); assenti gli esercizi
commerciali.
Gli insediamenti analizzati dal campione sono in prevalenza di piccola
dimensione (il 78,6% conta meno di 10 addetti). Non mancano le aziende
dall’organico più numeroso (nella classe da 10 a 49 è concentrato il 14,2%
delle imprese), mentre il 7% supera i 100 addetti.
A livello congiunturale sono state rilevate le variabili fatturato,
occupazione, export, investimenti, la cui analisi ha evidenziato che
all’interno del Sistema Murgiano le aziende del campione di questo comune sono
risultate essere quelle in maggiore espansione.
L’andamento favorevole dell’economia locale è infatti dimostrato dall’elevata
percentuale di aziende in crescita di fatturato nel 2003 (il 71,4%), rispetto
alla esigua quota di imprese in calo (il 7%), che risultano essere a carattere
esclusivamente industriale. Nel 2004 il quadro si prevede rimanga positivo,
data la mancanza di imprese che registrerebbero una diminuzione nel volume di
affari, mentre consistente è la fetta di aziende ancora in crescita (64,3%).
Altrettanto positivo è il dato relativo all’occupazione. Il 78,6% delle aziende
del campione, infatti, intende assumere nel prossimo triennio, ricorrendo in
prevalenza agli operai specializzati (per il 45%) e generici (per il 35%).
Minore è il ricorso ad altre figure professionali: gli impiegati saranno
assorbiti dal 10% delle imprese, mentre i quadri e i dirigenti, in egual
misura, dal 5%.
Ad ulteriore conferma dell’espansione economica del territorio comunale viene
rilevata una elevata propensione all’investimento, risultata pari al 71,4%
delle aziende del campione. Frequente il ricorso alla legge "488/92" (il 30%
delle imprese) e alle Misure POR (il 20%); il 10% si è avvalso
dell’incentivazione "PIA formazione".
Nell’ultimo triennio gli investimenti sono stati diversificati e destinati a
vari interventi. Si è ricorso in maggior misura all’ampliamento e/o
diversificazione della gamma produttiva (per il 34,4% delle aziende del
campione), alla sostituzione di impianti obsoleti per il 18,8% e
all’ampliamento della capacità produttiva per il 15,6%. Il 12,5% si è orientato
verso l’innovazione tecnologica di processo, mentre il 9,4% verso
l’implementazione di hardware e software per disegni e
progettazione. Minoritari gli interventi destinati all’ampliamento della rete
commerciale e alle vendite telematiche (3%).
La scelta di produrre per l’export è stata maturata solo dal 14,3% delle
imprese e ad esclusivo carattere industriale. I principali mercati di sbocco
sono risultati essere quelli dei Paesi UE ed europei extra UE in egual misura
(per il 28,6%); la percentuale rimanente si distribuisce in parti uguali fra
Medio ed Estremo Oriente, nonché USA e Canada.
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