Gravina in Puglia
Le Aree per insediamenti produttivi di Gravina, secondo i
dati elaborati dal campione, sono caratterizzate dalla presenza di aziende
artigiane (il 52,8% del totale del campione), anche di media dimensione. Il
settore industriale incide con il 35,8%, dove si fabbricano principalmente
macchine industriali per alimenti e bevande, nonché poltrone e divani. Gli
esercizi commerciali sono presenti con il 7,5 %. Il terziario avanzato completa
il quadro con quasi il 4% di imprese.
Nel complesso il 56,6% delle imprese del campione non raggiunge i 10 addetti,
mentre il 28,3% ne conta meno di 20. Discreta la percentuale delle aziende di
media dimensione (il 13,2% raggiunge i 50 addetti).
Le variabili congiunturali rilevate sono il fatturato, l’occupazione, l’export
e gli investimenti, la cui analisi evidenzia un quadro favorevole dell’economia
comunale.
Nel 2003 il fatturato è risultato in crescita per il 45,3% delle imprese del
campione, mentre il 13,2% ha subito una diminuzione. Per il 2004 la quota di
imprese che ha registrato un incremento di fatturato tende a ridursi
notevolmente, scendendo al 30%, mentre è in aumento la percentuale di aziende
in calo (20,8%). La curva del trend evolutivo economico tende ad
appiattirsi nell’anno in corso.
In merito all’occupazione il quadro è positivo: quasi la metà delle aziende ha
intenzione di assumere nel prossimo triennio, in linea con la media del
sistema. Richiesti in maggior misura gli operai specializzati (per il 47,5%) e
generici (35%). Il 12,5% degli esercizi prevede di assorbire impiegati e solo
il 2,5% dirigenti.
Non altrettanto positivo è il dato relativo al fattore investimenti, la cui
propensione da parte delle aziende del campione del comune di Gravina in Puglia
è risultata piuttosto bassa (18,9%). Più della metà delle imprese si è avvalsa
della legge 488/92, mentre le rimanenti hanno fatto ricorso all’incentivazione
"PIA innovazione", "PIA formazione" e Misure POR nella stessa percentuale (9%).
La maggior parte degli investimenti sono destinati all’ampliamento della
capacità produttiva (per il 47,4% delle imprese); il 21% si è orientato verso
l’innovazione tecnologica di processo, mentre il 15,8% verso l’amplificazione
e/o diversificazione della gamma produttiva.
Sui mercati esteri è presente solo il 15% delle imprese del campione,
esportando il 29% del fatturato prodotto nel 2003 ed in aumento di 10 punti
percentuali nel 2004. Per la metà delle imprese il principale mercato di sbocco
è quello dei Paesi UE, mentre il 21,4% esporta i propri prodotti nei Paesi
europei extra UE. La percentuale rimanente si distribuisce, in pari misura, fra
Medio ed Estremo Oriente, Africa ed America Centro – Meridionale (7%).
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