Gioia del Colle
Le Aree per insediamenti produttivi del comune di Gioia del
Colle, secondo i dati elaborati dal campione, sono costituite principalmente da
aziende artigiane (per il 47%), esclusivamente di piccola dimensione, dove si
effettuano prevalentemente riparazioni meccaniche di autoveicoli. Il 26,5% è,
invece, a carattere industriale, dove prevale la produzione dei derivati del
latte. Consistente è anche la percentuale degli esercizi commerciali, pari al
20,6%. Non manca il terziario avanzato, presente per il quasi il 6%.
La dimensione aziendale si presenta varia. La più ricorrente è quella con un
numero di addetti inferiore a 10, presente per il 47%; nella classe da 10 a 19
e da 20 a 49 addetti si concentra, in egual misura, il 23,5% delle aziende.
Circa il 6% è costituito da imprese che contano oltre 50 addetti,
esclusivamente industriali.
Le variabili congiunturali rilevate, il fatturato, l’occupazione, l’export
e gli investimenti, mostrano un quadro economico in netta espansione, anche se
nel 2004 si presenta con toni meno accentuati.
Di gran lunga superiore alla media del sistema è la percentuale delle aziende
del campione che ha registrato un incremento del fatturato nel 2003 rispetto al
2002 (56%), contro una percentuale del 20,6% di imprese che sono risultate in
calo. Notevole è perciò il trend evolutivo dell’economia locale.
Per il 2004 si prevede ancora una alta percentuale di aziende in espansione,
anche se meno consistente (il 47%). In aumento, invece, le imprese che
prevedono un calo nel volume di affari, che salgono al 29,4%; la tendenza
rimane comunque positiva.
Non altrettanto cospicua, ma comunque sostenuta, è la quota di aziende del
campione che intende attingere dal mercato del lavoro nel prossimo triennio (il
38,2%), assumendo in prevalenza operai specializzati (per il 47%) e operai
generici (per il 23,5%); l’11,8% è costituito da impiegati e, in ugual misura,
da consulenti.
In linea con la media del Sistema si colloca la propensione agli investimenti
(per il 35,3% delle aziende). Il 58,3% delle imprese si è avvalso della legge
"488/92" e le rimanenti hanno usufruito di altre tipologie di incentivazione.
La destinazione degli investimenti è stata variegata: sostituzione di impianti
obsoleti e ampliamento della capacità produttiva in ugual misura (per il 24%);
innovazione tecnologica per il 20%, ampliamento e/o diversificazione della
gamma produttiva per il 12%; non mancano l’ampliamento della rete commerciale e
l’implementazione di hardware e software per disegni e
progettazione (l’8%), così come le vendite telematiche (il 4%).
Sul fronte dell’export, solo il 17,6% delle aziende del campione è
presente su mercati esteri, con una percentuale di fatturato esportato del 17%
registrata nel 2003 ed in ascesa nel 2004 (20%). Vari sono i mercati di sbocco
sui quali i prodotti trovano collocazione: a partire dai Paesi UE (per il
27,8%), USA e Canada (per la stessa quota); seguono i Paesi europei extra UE e
America Centro - Meridionale in ugual misura (16,7%), fino al Medio Oriente ed
Africa (5,6%).
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