Altamura
La situazione del Comune di Altamura è alquanto peculiare,
dato che questa città presenta diverse zone per insediamenti produttivi
denominate D1 e D2, senza contare la zona di Jesce, poco distante
dall’agglomerato urbano ed anch’essa eletta a zona di insediamento produttivo.
La presente analisi parte da un campione di imprese insediate nelle Aree per
insediamenti produttivi all’interno del comune di Altamura, il cui andamento
rispecchia la media del Sistema Murgiano.
Nel territorio comunale sono presenti tutti i settori di attività. In
particolare l’artigianato si pone al primo posto con il 46,2% delle aziende del
campione, con la produzione tipica del luogo: il pane e i suoi derivati. Segue
il settore industriale con il 38,5%; presenti anche le attività commerciali e i
servizi nella stessa percentuale (7,7%).
Anche a livello dimensionale la struttura aziendale non si discosta molto dalla
media del Sistema, non superando nel complesso i 20 addetti (il 77% non
raggiunge i 10).
L’economia dell’area è misurata dall’andamento del fatturato, l’occupazione, l’export
e gli investimenti, la cui analisi ha mostrato che le aziende del territorio
considerato, secondo i dati elaborati dal campione, sono in netta espansione.
Infatti nel 2003 il 30,8% delle imprese ha registrato una crescita del
fatturato rispetto al 2002, contro un 23% di aziende in calo (esclusivamente a
carattere artigianale). Per il 2004 il fatturato si prevede in crescita per il
quasi 40% delle imprese, mentre in diminuzione la percentuale delle aziende in
calo (15,4%). Il quadro evolutivo tende perciò ulteriormente a migliorare
nell’anno in corso con buone prospettive per il 2005.
La crescita economica locale è sottolineata dall’intenzione delle aziende del
campione di assumere nel prossimo triennio (per il 69,2%), ricorrendo non solo
ad operai specializzati (per il 42,9%), ma anche a figure di più alto profilo
professionale (quadri per il 14,3% e impiegati 21,4%).
In correlazione all’andamento favorevole dell’economia locale, si pongono gli
investimenti. Quasi la metà delle aziende del campione ha usufruito di leggi di
incentivazione (46%), ricorrendo per il 50% alla legge "488/92" e per il 16,7%
alla legge "Sabatini", destinando gli investimenti per il 26,7% all’innovazione
tecnologica di processo e in ugual misura all’ampliamento e/o diversificazione
della gamma produttiva e della capacità produttiva (20%).
Sui mercati internazionali sono presenti il 46% delle aziende, con una
percentuale media di fatturato esportato pari al 17% registrato nel 2003, in
ascesa di un punto percentuale nel 2004. I principali mercati di sbocco
risultano essere i Paesi dell’UE per il 33% delle aziende, Medio Oriente per il
25% e l’Africa per il 16,7%.
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