Caratteristiche produttive delle aziende dei comuni del Patto Territoriale Sistema Murgiano
Situazione dell’Area
Per analizzare la situazione attuale ed in divenire dell’Area del Sistema
Murgiano è stata predisposta una rilevazione campionaria, rivolta a determinare
l’andamento delle principali variabili economiche delle imprese presenti
all’interno delle Aree per insediamenti produttivi. Sul totale delle aziende
presenti nelle Aree per insediamenti produttivi è stato individuato un campione
di 280 aziende, di cui circa il 70% si è reso disponibile ad essere sottoposto
ad intervista per la raccolta dei dati. La rilevazione è stata effettuata
tramite intervista diretta dalla seconda metà di agosto alla prima metà di
ottobre del 2004.
L’Area, in base ai dati
elaborati dal campione, risulta caratterizzata dalla presenza di imprese
artigiane per il 48,5%, per la quasi totalità di piccole dimensioni (l’81%
conta meno di 10 addetti), dove si effettuano per lo più riparazioni meccaniche
di autoveicoli e realizzazione di porte e finestre in legno.
Il settore
industriale segue con il 36,7% delle aziende totali. Le produzioni prevalenti
sono: la fabbricazione di poltrone e divani. Poco presenti gli esercizi
commerciali e le agenzie di servizi (rispettivamente il 9% e il 6%).
Nel complesso gli insediamenti di piccola dimensione (fino a 9 addetti)
rappresentano il 63,8% del totale delle aziende del campione, il 20% conta da
10 a 19 addetti e il 12,8% da 20 a 49, mentre esiguo è il numero delle imprese
con oltre 50 addetti (3%).
L’analisi congiunturale del sistema verte sulla rilevazione di quattro
importanti variabili: fatturato, occupazione, export ed investimenti.
Il fatturato relativo al 2003 rispetto al 2002 è risultato essere in crescita
per il 39,8% delle aziende del campione. Per il 2004 si prevede ancora una
quota di aziende in crescita di fatturato (35,7%), anche se leggermente meno
consistente rispetto al 2003. La tendenza è quindi positiva nonostante il lieve
aumento della percentuale delle imprese che prevedono di registrare un calo del
fatturato, che passano dal 21,4% nel 2003 al 22,4% previste per il 2004.
Legata all’andamento del fatturato è l’intenzione per l’azienda di assumere
personale. Quasi la metà delle imprese del campione dell’Area ha intenzione di
attingere al mercato del lavoro nel prossimo triennio (47%). Prevalente è il
ricorso ad operai specializzati (per il 42,2% delle probabili assunzioni),
contro un 30,6% di operai generici. Si tratta di un dato positivo, in quanto
dimostra che le aziende tendono a posizionarsi su segmenti di mercato più alti.
Per quel che concerne il fattore export solo il 21,4% delle imprese del
campione è presente su mercati internazionali con una percentuale media di
fatturato esportato nel 2003 pari a circa 28%. I principali mercati di sbocco
risultano essere i Paesi dell’UE per il 32% delle aziende, seguiti dai Paesi
europei extra UE con il 18,6%. USA e Canada si posizionano al terzo posto con
il 15,5%. Per il 2004 si registra un incremento del fatturato esportato che
salirebbe al 32%.
Si conferma, come già a livello regionale, secondo quanto riportato dal
Rapporto Annuale 2004 "Il Sistema Puglia" dell’Osservatorio Regionale Banche –
Imprese di Economia e Finanza - , la scarsa propensione all’investimento.
Infatti solo il 32,1% degli insediamenti produttivi del campione ha usufruito
di leggi di incentivazione nell’ultimo triennio.
In particolare, sono le
imprese del settore industriale a ricorrere maggiormente agli investimenti
(47,2%) rispetto ad una media regionale del 32,4% ; le aziende artigiane ne
fanno ricorso per il 24,2%, contro una media regionale del 41,4%. In particolar
modo, le imprese si sono avvalse della "legge 488/92" (per il 44,8% dei casi) e
in minor misura delle "Misure POR" (per il 7,5%).
In merito alla destinazione degli investimenti il 30% delle aziende del
campione ha preferito ampliare la capacità produttiva, il 20,8% si è orientato
verso l’innovazione tecnologica di processo, a seguire verso l’ampliamento e/o
diversificazione della gamma produttiva e sostituzione di impianti obsoleti
(rispettivamente per il 15,3% e il 13,2%).
La situazione è illustrata nelle tabelle consultabili cliccando sulla colonna a
destra.
NOTE PER LA CONSULTAZIONE
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